Musica da sagra e carri armati.

carro armatoDa qualche anno, di questi periodi, sotto casa mia c’è una sagra, una di quelle classiche estive con stand gastronomico e ballo e quindi i miei dopo cena della prima quindicina di agosto sono accompagnati dalla musica delle vaie orchestre che ogni sera si alternano sul palco. La pista da ballo di questa festa ogni sera è colma di gente che balla, anzi direi che è sottodimensionata rispetto alle persone che ci sono, infatti la pedana è piena e ai bordi le tre file si sedie sono sempre occupate, da quelli che guardano e da quelli che rifiatano tra un ballo ed un altro.
Fino a qui tutto normale, è gente che si diverte, che parla, balla, ride, insomma che passa una serata estiva in allegria, ma quello che mi stupisce sempre e in qualche maniera mi ipnotizza anche sono i balli di gruppo, intere file di persone che eseguono le stesse mosse, spesso guidati dai vari maestri di ballo delle scuole che frequentano. Mi metto in alto e guardo queste persone, alcune di loro assolutamente insospettabili, persone che non avresti mai pensato potessero essere interessati ad imparare una qualche coreografia. L’effetto è assolutamente magnetico per me, gruppi di persone che eseguono gli stessi movimenti, alcuni sciolti e disinvolti altri iperconcentrati per non sbagliare, starei delle ore ad osservarli. Poi, una volta terminato, li arresteri i tutti per vilipendio nei confronti dell’umanità.
Quando rimango a csaa e non subisco quindi l’effetto narcotico della danza subisco la musica, una interrotta serie di mielose e noiose melodie, sempre uguali a se stesse. L’unica variante di questa colonna sonora, tra una sera e l’altra, sta nell’eseczione della scaletta, quesi identica tutte le sere, tra quelli che suonano e cantano bene ed quelli che lo fanno meno bene. Nessuno tra questi gruppi emerge per originalità, propongono tutti lo stesso repertorio che, dopo tre serate ti fanno venir voglia di arrivare sul palco con un carro armato.

Ma forse sono solo io che non riesco a divertirmi.