Italia, la Silicon Valley dello Sport

medagliere - rio 2016Dopo due terzi di Olimpiade l’Italia è quinta nel medagliere, davanti a paesi come la Francia e Germania. La Spagna addirittura l’abbiamo doppiata. In una edizione che sembrava partita senza grandi aspettative ci ritroviamo invece tra i protagonisti, subito dietro i grandi paesi. E pensare che, Tamberi e Schwazer, atleti da medaglia, per motivi opposti, non hanno partecipato. L’Italia si conferma paese di grandi artigiani, un paese che nonostante croniche carenze di impianti e strutture negli sport appunto “artigianali”, quelli dove non è indispensabile fare sistema, quelli dove un gruppo di persone, da sole, possono arrivare ai vertici della specialità. Mi rifesisco al comparto del tiro, a quelli della scherma, al canottaggio (quest’edizione sottotono), al gruppo dei tuffi e a tutti quelli dei giochi acquatici., ai ciclisti della pista e al settore dei lottatori. Sport e discipline durissime ma che non hanno bisogno di essere sistema, di essere cioè un grande movimento nazionale, tipo il calcio, il basket e la pallavolo, sport popolari e praticati quasi in tutta la penisola. Ed è qui che siamo particolarmente bravi, nella artigialità, nel riuscire a lavorare bene, molto bene, tra disagi e disorganizzazione. Chè è poi la caratteristica spiccata dell’Italia e degli italiani.

Quando dobbiamo trasformare queste competenze, queste capacità in un organizzazione più grande facciamo fatica, inquiniamo tutto con la politica, con l’affare, con gli inciuci. Questi siamo, la Spagna invece che domina nel calcio e tennis negli sport minori sparisce, la loro bravura nell'”industria dello sport” è inadeguata nel mondo dell'”artigianato dello sport”, così come la Germania. Siamo, unici, casinisti imprecisi disorganizzati furbetti ma dotati di grandissime competenze e spirito di sacrificio.

Nello sport l’Italia è come i geni della Silicon Valley, da un garage tiriamo fuori un fuoriclasse…. poi però non sappiamo cosa farci e ci divertiamo nel tentare di distruggerlo.