Federica Pellegrini è una leggenda, punto!

federica pellegriniQuarto posto ad un’Olimpiade. Detto così sembrerebbe comunque un grande risultato sportivo, essere il 4° del mondo in una disciplina sportiva per il 99,99% della popolazione mondiale rappresenterebbe un sogno. Per lo 0,01% degli esseri umani è invece un’atroce delusione, e Federica Pellegrini, quarta classificata appunto nella finale dei 200 metri stile libero alle Olimpiadi di Rio rientra a pieno titolo in questo ristettissimo club, riservato ai soli fuoriclasse assoluti.
Viviamo in uno strano paese, che gioisce per le vittorie ma sotto sotto gode anche per le cocenti sconfitte dei propri atleti di punta. L’Italia, che ci piaccia o no è un paese bilioso, invidioso, così conformista e piccolo borghese da essere servile con il potere e maramaldeggiante invece coi suoi giganti in momenti di difficoltà. Vale per tutte le discipline, sportive e non, da Walter Chiari a Valentino Rossi, da Vasco Rossi a Marco Pantani, da Walter Bonatti a Fausto Coppi. D’un tratto cancelliamo dalla memoria imprese ed emozioni vissute per puntare il ditino.
Invidia, miserie, livore sembrano i sentimenti dominanti. Adesso il trattamento toccherà a Federica Pellegrini, colpevole di aver mancato una medaglia considerata sicura per l’Italia. Nei prossimi giorni diranno e scriveranno di tutto, andranno a stuzzicare in tutti i modi la ferita sanguinante senza preoccuparsi in nessuna maniera della persona dolorante.
In un paese normale una atleta di questo calibro sarebbe celebrata come una leggenda, un dio in terra, da noi, passato il momento delle critiche e cattiverie, nel migliore dei casi verrà dimenticata.
Come quelli del ristrettissimo club di Federica: Pietro Mennea, Sara Simeoni, i fratelli Abbagnale, Yuri Chechi e pochissimi altri.
W Federica e W l’Italia.