Gli Azzurri e la dune baggy rossa con cappottina gialla

Italia Spagna due a zero. Partiamo da qui, dall’impresa di un gruppo che fino ad un paio di settimane fa veniva considerato un gruppo di raccattati agli ordini di uno con la testa al Chelsea. Invece no. Questo gruppo di italiani ha dimostrato, una volta in più, quello che siamo davvero.
Siamo un popolo che rifugge la disciplina, che è allergico a fare sistema, un popolo di individualisti ma che in condizioni speciali riesce a ribaltarsi completamente. Le condizioni speciali sono quasi sempre quella da ultima spiaggia, da spalle al muro, da vivere o morire. Noi solo così reagiamo, diventiamo disciplinati, ordinati e troviamo motivazioni che non sapevamo di possedere, poi dateci un comandante condottiero visionario, passionale con un obbiettivo a scadenza e diventiamo un popolo, vero.

Occorrono tutti questi ingredienti e questo mix ci trasforma in gladiatori disposti a tutto.
Ieri, poco prima della gara degli Azzurri se ne andava un Eroe Popolare, forse uno dei pochi che abbiamo, Bud Spencer, persona e personaggio che, a differenze di Alberto Sordi, incarna le caratteristiche migliori degli italiani, difensore dei deboli, paladino contro le ingiustizie, i soprusi, le prepotenze, sempre a schiena dritta e in inferiorità numerica a combattere dalla parte dei buoni. In fondo lo sappiamo quello che è giusto, quello che dovrebbe essere fatto e ogni tanto, specialmente nei grandi appuntamenti sportivi, quando ci sottovalutano e ci aggrediscono in tanti, quando siamo sommersi da critiche e nemici facciamo come Bud Spencer, ci rialziamo e li facciamo volare a suon di schiaffi.
Ci piace così. Ci piace che Bambino e Trinità, polverosi e straccioni, entrino in un saloon di pistoleri e a suon di schiaffi e cazzotti li stendano tutti.
Non fateci arrabbiare…. (chissà se i tedeschi lo hanno capito).