L’Inter, aeroporto o supermercato?

interEccetto gli anni con Mourinho, in cui si percepiva una anima e una identità forte, l’Inter ha da sempre questo alone da posto moderno con aria internazionale e con tutte le cose al loro posto ma assolutamente impersonale e asettico, come un aeroporto. Gente che viene, gente che va, situazioni precarie e mai definitive, un luogo di servizio senza nessuna emozione e nessun coinvolgimento. Chi di noi si affeziona ad un aeroporto, pur bellissimo? Nessuno.
Questo è l’Inter attuale.
Con Moratti l’aria era forse più da ministero, con un mucchio di gente strapagata senza nessuno che chiedesse loro conto dell’attività svolta tanto il vecchio e caro Pantalone paga e molto bene.
Nessuno che in quell’ambiente sembra possedere un’anima, un cuore, nessuno che comprenda e quindi imponga la necessaria disciplina per  il raggiungimento dei risultati prefissati. E’ una storia infinita con quest’ultima proprietà che ha addirittura amplificato questa aria da supermercato.

All’Inter, da sempre, occorre un generalissimo, un accentratore talmente bravo da imporre stile e filosofia del lavoro, gente tipo Herrera, Trapattoni, Mourinho. I colonnelli, pur bravi, vengono travolti dall’onda. Mancini doveva essere qualcosa del genere ma, escluso l’estetica personale, è di un calibro assai minore.
Frank De Boer poi non sembra neanche un ufficiale, al massimo può aspirare ai gradi di maresciallo. E all’Inter è roba che non serve.

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