Il crocifisso e la scuola. Tra bonus e orgoglio.

religioni worldDa un po’ di tempo ad ogni Natale uno degli argomenti che maggiormente coinvolge appassiona e indigna gli italiani è cosa appendere nelle pareti delle scuole e degli uffici pubblici. Crocifisso si o crocifisso no. Tanto per arricchire la discussione arriva sempre puntuale anche l’istituto scolastico che in maniera pavida  ipocrita decide, in nome di una non bene definita convivenza/tolleranza civile, di cambiare il programma delle feste natalizie (quasi sempre limitandosi al solo nome delle cose).
E gli italiani si riscoprono orgogliosamente ed improvvisamente cattolici.

In giro per il mondo ci sono, e ci sono sempre state, organizzazioni che in nome di un dio compiono nefandezze di ogni tipo, da attentati terroristici ad uccisioni cruente di esseri umani a forme di mutilazioni di ogni tipo. Persone e gruppi che impugnando un libro si arrogano il diritto di decidere per tutti cosa è bene e cosa e male.

Che ci piaccia o meno le religioni incidono nella vita di tutti noi e rappresentano una delle più potenti, e forse la più potente, motivazione per gli esseri umani.

Beh, forse è giunto il momento di smetterla di considerarle solo come qualcosa legata alla fede e alla credenza o come un qualcosa di folcloristico o pittoresco e di cominciare a trattarle come una delle cose che maggiormente condizionano la vita delle persone.
Forse è giunto il momento che anche nelle scuole la materia religiosa smetta di essere solo una materia di riempimento dell’orario scolastico, facoltativa tra le altre cose, e diventi una materia vera e propria, come storia o matematica, che faccia conoscere davvero le religioni del mondo, la loro storia, le loro caratteristiche, in maniera laica, senza dogmi, senza appartenenze e con insegnanti preparati, e con veri voti.

E’ giunto il momento di investire davvero nella cultura, ma in maniera strutturale non con i classici interventi una tantum tipo il bonus da 500€.
Solo la conoscenza può evolvere il genere umano…