Il signor Conte, la coerenza e la decenza

conteAntonio Conte mi sembra un essere umano concentrato esclusivamente su se stesso e sui suoi interessi, condannato a sfiancare e stancare le persone vicine a lui. Destinato a seguire il percorso professionale ed umano di Arrigo Sacchi, purtroppo per lui temo con molte meno vittorie internazionali, consumarsi e consumare tutto rapidamente.

Come dimenticare il tormentone del primo anno di Juve, non perdeva occasione per ricordare i due settimi posti degli anni precedenti, ricordiamoci da dove veniamo diceva non senza una scintilla di soddisfazione personale. Due anni e mezzo bianconeri magnifici, squadra fantastica, affamata, completamente assoggettata al suo allenatore, ma nella terza stagione non ha capito, o forse non gli è importato nulla, che la gente voleva qualcosa di più, la Champions era considerata da tutti irraggiungibile ma l’Europa League era un desiderio della gente juventina. Iinvece no, ha preferito inseguire il record di punti in campionato, scegliendo così un alloro più personale che di popolo, mancando così completamente di empatia con la propria gente. Ma anche questo era stato perdonato, la riconferma aveva fatto tirare un sospiro di sollievo alla gente, c’era fiducia in lui, nel suo attaccamento alla Juventus, era comunque considerato quello ideale per la campagna di avvicinamento all’agognata Champions, invece il signorotto, dopo un paio di giorni di lavoro, dopo qualche colpo di mercato sfumato ha deciso che era meglio abbandonare la nave, infischiandosene se la stagione era appena cominciata e con essa il rischio di buttare tutto. Ha pensato solo a se stesso con il fallimento azzurro ai mondiali brasiliani che arrivava al momento giusto.
Lascio una squadra logora, che non potrà ripetere le vittorie e non potrà competere in Europa e vado in Nazionale, ambiente depresso dove potrò fare quello che voglio, compreso convocare ed allenare i giocatori quando e come mi pare, sarò il padrone del calcio italiano. Questo potrebbe essere stato il suo pensiero.

Beh, dopo qualche mese lo possiamo dire, le cose sono andate in maniera diversa. La Juventus con 10€ è seduta al ristorante da 100€ e può ricucire lo scudetto sulla maglia, Antonio Conte invece ha continui mal di pancia e guida una squadra che vale si e no 3€ e la deve far sedere in un ristorante da 100€.

Ma come ha potuto lasciare la squadra più titolata d’Italia perché considerata non più migliorabile e prendere una Nazionale tra le più titolate al mondo, nel periodo storico più povero di talenti, per giocarsi delle competizioni internazionali. Ma come può agitarsi, irritarsi e sentirsi accerchiato? Ha fatto tutto da solo, compreso deludere e sdegnare quelli che l’adoravano, sia da calciatore che da allenatore.

Caro Antonio, come dicevi sempre tu, bisogna ricordarsi da dove si viene, e tu, da allenatore di club la Nazionale l’avresti abolita. Su,un po’ di coerenza e di decenza..