Calcio italiano, calciatori internazionali e trofei nazionali

Sul declino del calcio italiano è stato detto e scritto di tutto. E’ stato dato la colpa alla crisi economica, agli stadi obsoleti, agli ultras, insomma sono stati incolpati un po’ tutti tranne che i dirigenti sportivi.
Credo che solo noi discutiamo se sia il caso di puntare al campionato o alle coppe (nonostante rose di 25/30 calciatori), solo noi consideriamo gli impegni di europei una scocciatura.
La Champions League suscita un minimo di interesse fino alla prima sconfitta in campionato, poi diventa un impiccio.
Negli ultimi 10 anni abbiamo vinto solo due trofei europei (Milan-Inter), l’Europa League poi l’evitiamo come la peste

Il problema si riflette anche alla Nazionale infatti quasi quotidianamente qualche giornalistone propone un nome esotico con lontani parenti italiani che non è mai stato convocato dalla propria nazionale, l’ultima candidatura è l’improponibile nerazzurro Jonathan.

Sembra un declino senza fine, si continua a parlare di arbitri, di fatturati ma una idea che sia una non si sente.
Nell’ultimo turno di Serie A, su 220 calciatori solo 95 erano italiani e visto che oramai è accertato e accettato che i grandi campioni giocano in altri campionati la domanda per i nostri formidabili dirigenti è:
C’era proprio bisogno di cercare giocatori in tutto il globo per non vincere niente?
Non era meglio andare a vedere qualche partita in provincia?

– Vedi anche:  Il calcio europeo e la genetica delle squadre italiane