Maltempo, fax e alluvione. La trinità della Sardegna

Sulla catastrofe che ha colpito la Sardegna c’è qualcosa che non riesco a capire, o meglio, capisco forse fin troppo bene, la bramosa ricerca del colpevole. corriere –  repubblica
Come spesso succede viene individuato l’attore che fa più cassetta, in questo caso la Protezione Civile, e si concentra lo sciacallaggio mediatico. 
La Protezione Civile avrà anche tutti i difetti del mondo, ma di fronte ad un fenomeno naturale focalizzarsi, come avviene in questi giorni, sul ritardato e blando allarme (fax o non fax) mi sembra una superficiale e svogliata lettura, il dito invece della luna.
Quante altre catastrofi devono accadere, quanti altri morti ci vogliono prima che i vari responsabili del territorio e delle infrastrutture, locali e nazionali, si mettano davvero a lavorare per aggiustare questa nazione, riparare i danni ambientali che negli anni sciatti, inadeguati, o peggio, corrotti amministratori hanno permesso che venissero perpetrati.

Riusciremo mai a vedere qualche responsabile di disastro ambientale condannato e quindi obbligato alla riparazione del danno (bonifiche del terreno, pulizie e manutenzione di torrenti e fiumi, abbattimento e ricostruzione di strutture da luoghi non adeguati a luoghi adatti ecc. ecc.) .

Perché le amministrazioni comunale devono occuparsi del colore della mia casa o delle mie tapparelle e non di convogli di tir che scaricano rifiuti tossici, perché se devo spostare un tramezzo nel mio appartamento devo produrre una montagna di inutili documenti e chi occlude fossi o canali di scolo per costruirci sopra qualcosa ottiene il permesso in minor tempo e soprattutto perché una volta che le lacrime si sono asciugate e i riflettori spenti nei luoghi dei disastri rimangono intatte macerie e solitudine (terremoti-alluvioni-frane varie ecc. ecc.).

Perché continuiamo a commettere sempre gli stessi errori, non riusciamo mai ad imparare nulla…