Sex and the nazi. Gli umani che rallentano.

Millenni, civiltà, conoscenza, scoperte, esplorazioni, l’essere umano con tutte le sue imperfezioni prosegue nel fantastico viaggio che è la vita. Solo che strada facendo qualche pezzo viene perso, il cammino subisce degli stop, allucinazioni confondono la mente, e li l’essere umano si scopre vile, meschino, talmente impaurito da aver bisogno di qualcuno che gli indichi la strada, qualcuno più grande e potente dell’intera umanità.
Il bug è coperto alla grande dalle religioni, dalle credenze, immagino che tutti noi in vari  momenti della nostra vita ci rivolgiamo o ci siamo rivolti a qualcuno o qualcosa lassù. Fin qui nulla di male, anzi per certi versi è una cosa buona, energetica e stimolante, ma mi chiedo perché, nonostante tutto il nostro cammino ci siano un paio di cose che non riusciamo a metabolizzare per bene. Il sesso e la razza.
Possibile che in società che si considerano avanzate, moderne, illuminate ci sia ancora gente che non riesce a considerare e a concedere pari dignità a tutti gli essere umani, possibile che ci sia ancora gente che si considera superiore solo perché è nata o risiede in un posto piuttosto che in un altro. Possibile che nel mese di giugno dell’anno domini 2013 ci sia ancora qualcuno che trova interessante discutere gli orientamenti sessuali di altre persone o che continui a venerare un tracagnotto calvo degli anni 20 o uno che portava dei ridicoli baffetti.

Ma andare al mare, godersi i propri affetti e la propria vita non sarebbe meglio?
O al limite trovare nuovi argomenti di discussione…