Bayern e Borussia, lo strappo di Fosbury.

Le due semifinali di Champions League hanno probabilemte sancito quello che Alessandro Baricco definisce lo strappo di Fosbury, (Dick Fosbury, l’atleta che ha cambiato lo stile del salto in alto scavalcando l’asticella con il corpo all’indietro, prima di lui tutti usavano la tecnica ventrale), cioè quel momento che improvvisamente rende vecchio il mondo fin li conosciuto.
All’indomani del trionfo di Bayern Monaco e Borussia Dortmund il gioco del Barcellona sembra polveroso, noioso, vecchio, quello del Real Madrid striminzito, avaro e furbesco, negli occhi ora abbiamo il nuovo, il calcio moderno, un calcio che fonde alla perfezione potenza fisica, tecnica, ritmo, attenzione tattica e partecipazione collettiva.

Bayern e Borussia rappresentano l’espressione massima di questo nuovo gioco e, ad eccezione forse della Juve (già quella di Lippi con Vialli-Ravanelli-Del Piero percorreva questa strada), gli altri sembra che praticano un altro sport. Questo è uno di quei momenti che strappano, uno di quei momenti che ricorderemo, tipo l’avvento del calcio totale della grande Ajax o della grande organizzazione dell’immenso Milan di Sacchi, squadre che hanno cambiato per sempre l’idea di questo meraviglioso sport.
Oggi quanto sembrano impotenti, di fronte a questo tipo di interpretazioni, campioni come Cristiano Ronaldo, Iniesta, Xavi, Ibrahimovic. Forse il solo Messi (in condizione) può contrastare questa rivoluzione sportiva che sta trasformando gente come Mourinho, Capello, Ancelotti, Mancini, Wenger, Benitez, Guardiola ecc. ecc. in dinosauri, con l’eccezione di Sir Alex Ferguson, giovanissimo 72enne capace ogni volta di reinvetarsi e reinventare il suo Manchester United.

Remuntade o no, Fosbury è ritornato, improvvisamente come sempre.