Antonio Conte. Giustizia sportiva o ufficio stampa?

C’è qualcosa di sfuggente nei meccanismi della giustizia sportiva. La vicenda Conte, accantonando tifo o appartenenze varie, è veramente paradossale. Come si può infatti chiedere una condanna più alta per chi non denuncia un illecito rispetto a chi l’illecito lo compie.
Il Procuratore Federale Palazzi ha accettato il patteggiamento (4 mesi di squalifica) per Filippo Carobbio, accusato di illecito sportivo (ha combinato il risultare di alcune partite) e rigettato la richesta di patteggiamento per l’allenatore della Juventus richiedendo invece 15 mesi di squalifica per omessa denuncia (è lo stesso Carobbio che dichiara che Conte, all’epoca suo allenatore, era a conoscenza della combine sulla gara Novara – Siena, cosa peraltro smentita da tutti gli altri calciatori del Siena).

Visto che la logica non aiuta a capire viene da pensare che il Procuratore Palazzi, pur di incastrare un grosso calibro e così soddisfare il proprio ego non esiti a scendere a patti con persone di dubbia corretteza (Carobbio per sua stessa ammissione è colpevole).
Siamo sempre li?  Al pentito di turno, che prima fa i cazzi suoi poi, una volta scoperto, si salva il culo sfruttando l’ambizione del magistrato ingolosendolo con fama e celebrità, (come da manuale – vicenda Tortora docet).

Meglio un pentito di un ufficio stampa?