Il Chelsea come Rocky. L’epica del calcio

Il Chelsea come Rocky Balboa.
La squadra, tra le grandi, meno accreditata, quella che in questa stagione sembrava una vera e propria armata Brancaleone, ha vinto la Champions League all’ultimo rigore. La squadra londinese ha faticato e sofferto in tutte le gare della manifestazione e tra le 4 semifinaliste sembrava davvero l’agnello sacrificale, la più debole il pulcino bagnato che il beffardo destino aveva messo al cospetto dei più forti, quel Barcellona considerato invincibile.
Speranze zero per un gruppo formato da onesti e semisconosciuti pedatori e vecchi campioni spompati e svogliati, guidati per giunta da un allenatore alle prime armi senza nessun credito.
Invece questa edizione della Champions passerà alla storia come un vero e prorpio poema epico visto che narra infatti la storia di un gruppo di gloriosi uomini capaci di compiere un impresa dopo aver affrontato e superato terribili prove.

Il Chelsea come Rocky Balboa, dileggiato e preso a cazzotti prima dal migliore, il più bello, il più elegante, Apollo Creed-Barcellona e poi dal terribile e potentissimo Ivan Drago-Bayern a casa sua, ma capace, dolorante e sanguinante, di rimanere in piedi e di trovare la forza per sferrare il cazzotto giusto.

Sarà difficile rivedere una edizione di questo tipo che forse gli esteti del calcio considereranno minore, ma Roberto Di Matteo e i suoi ragazzi hanno scritto un bellissimo capitolo di quello splendido romanzo che è il calcio.
Il debole che batte i forti, se non è epica questa….