El pueblo unido…. dalla frustrazione. E la chiamano antipolitica.

Ma a qualcuno prima o poi verrà in mente che la cosiddetta antipolitica non è ne qualunquismo ne populismo ne disfattismo, ma anzi, prova di vitalità e voglia di impegno e voglia soprattutto di voltare pagina e lasciarsi alle spalle questa inadeguata e impreparata classe dirigente incapace di capire il mondo e le sue dinamiche, impegnata solo a continuare una politica appiccicosa, di bottega, misera ed invadente, forte con i deboli e servile con i potenti, talmente onnivora da arrivare a mangiare se stessa.
La faccia del potere è talmente cattiva e ghignante che in genere ci riteniamo abbastanza fortunati quando non siamo costretti a frequentare qualche luogo della cosa pubblica ed evitare così quella spiacevole sensazione di frustrazione che ogni volta che abbiamo bisogno di un qualche certificato, permesso o semplice delucidazione proviamo. Dovremmo sentirli vicini, dalla nostra parte ma questo sentimento è raro quanto una mosca bianca, in realtà ci appaiono come nostri nemici, così arroganti e pignoli che in confronto i vecchi maestri con la bacchetta ci appaiono come nonni bonari.
Possibile che sia così difficile capire che la cosidetta antipolitca è in realtà la manifestazione di un sentimento di persone che, sentendosi umiliate, senza ricorrere alla violenza e alle armi, si alleggeriscono il cuore e la bile mandando queste facce di bronzo nel luogo loro più consono, affanculo.
O dobbiamo continuare a credere a questa corte dei miracoli formata da ladri-mignotte-ruffiani-lacchè-urlatori-precisetti-anzianotti- ecc. ecc. che hanno preso alla lettera il motto del Marchese del Grillo: ” perché io so io e voi non siete un cazzo!”.
La chiamano antipolitica…