2012. Guerre, eroi, profezie, auspici e mantra.

Per un anno di questo tipo era impossibile chiudere con delle notizie allegre, leggere o positive ed infatti si parla di rincari per qualunque cosa, tipo gas, luce, autostrade, benzine, bolli bancari, tassette varie che Federconsumatori ha calcolato in circa 2100 euro per famiglia. Il famigerato spread, quello che a 300 oddio a 400 falliamo a 500 ci suicidiamo, è allegramente tornato oltre la quota suicidio (520), infischiandonese della manovra e di chi guida (Berlusconi-Monti), e nei vari TG si sprecano servizi sul cali dei consumi, sulle dificoltà degli italiani.
In questo mesto clima ci apprestiamo a festeggiare il Capodanno fremendo nell’attesa per il discorso del Presidente Napolitano, l’ultimo baluardo dell’euro, l’eroe solitario chiamato dalla cancelliera Merkel a salvare la moneta unica.

La speranza è scappata, all’orizzonte, fra tanta foschia si intravede una nuova avventura bellica in Iran e quindi, senza aspettare la mezzanotte e gli effetti della digestione del cotechino, formulo i miei auspici per quello che potrebbe essere l’ultimo anno per l’umanità (pessimismo e rassegnazione).
Me ne fotto, me ne fotto, me ne fotto, me ne fotto…