Sarah. La tragedia, le trasmissioni e i servizi della televisione

La barriera del rispetto e del pudore era stata abbattuata a Vermicino nella dolorosa vicenda di Alfredino, quasi venti ore di diretta tv, e da allora è stata un escalation continua di invadenza insensibilità e voyerismo fino alla punta massima raggiunta nella tragica storia di Sarah.
Le telecamere in questi 29 anni ci hanno cambiato, di fronte alle loro luci apriamo le porte delle nostre case, permettiamo che indugino nella nostra intimità mostrando a milioni di estranei oggetti od appunti. Davanti ad un microfono perdiamo ogni remora e raccontiamo retroscena e particolari privati delle nostre esistenze con la morbosità degli spettatori che aumenta nelle vicende violente e tragiche.
Le magiche luci delle telecamere, il sapere di apparire in quel malefico apparecchio ed essere visti da una moltitudine di persone con al contempo la possibilità di sbirciare senza nessun rischio la vita degli altri, hanno creato delle storture profonde nell’animo umano, allontanandolo, credo per sempre, dall’essere per portarlo dritto dritto nel regno dell’apparire nell’era della piena decadenza.