Il doping? Torri come ti permetti? Infanghi il nostro movimento…

Certo che in questo mondo davvero l’ipocrisia regna sovrana e l’ennesima dimostrazione sono le reazioni alla dichiarazioni/sfogo del capo della procura antidoping del Coni, Ettore Torri: Ultimamente tutti i ciclisti che ho interrogato hanno detto che tutti si dopano. Più lavoro in questo campo e più mi meraviglio della diffusione del doping. Non credo che il doping verrà estirpato. Se non fosse nocivo per la salute andrebbe legalizzato”. 
I vertici del ciclismo si sono indignati:
Renato Di Rocco Presidente della federazione ciclistica italiana: “dichiarazioni che hanno procurato un grave danno di immagine al nostro movimento” 
Pat McQuaid portavoce della Unione ciclistica mondiale: “Asserire che tutti i ciclisti siano dei dopati non significa soltanto lanciare un’accusa grave, addirittura infamante e comunque priva di qualsiasi riscontro oggettivo, ma soprattutto negare l’attendibilità dei controlli e delle pratiche antidoping in vigore. In questi anni la mentalità ed i comportamenti della grande maggioranza dei ciclisti hanno subito profondi mutamenti…”
Eppure lo sfogo di Torri è in linea con il pensiero della stragrande maggioranza di appassionati di questo sport che, alla fine di ogni gara, scoprono che qualcuno dei protagonisti ha avuto qualche problema (non ultimo Contador, il dominatore degli ultimi Tour de France, così sfortunato da beccare una bistecca contaminata).

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