Haiti: Bertolaso ha detto la sua e qualcuno si è offeso.

Era inevitabile che le critiche di Bertolaso sul coordinamento dei soccorsi ad Haiti innescassero delle reazioni. Hillary Clinton si definisce profondamente ferita e Berlusconi e Frattini hanno prontamente preso le distanze dal capo della Protezione Civile.
Non ho gli strumenti per sapere se Bertolaso abbia ragione o no, ma è certo che vedere le persone strapparsi di mano la propria razione di cibo non è sintomo di organizzazione, ascoltare gli inviati delle tv parlare di un paese senza più nessuna guida e nessun controllo non è sintomo di organizzazione, vedere le persone sopravvissute allo spaventoso cataclisma rincorrere i pacchi lanciati dal cielo non è sintomo di organizzazione, sentire parlare di fosse comuni non è sintomo di organizzazione.
Di sicuro tutti stanno facendo del loro meglio, ma forse, visto anche quello che è stato combinato a New Orleans dopo l’uragano Katrina, ascoltare le parole di chi, suo malgrado, si è già trovato ad affrontare emergenze di questo tipo potrebbe aiutare a coordinare ancora meglio la poderosa macchina dei soccorsi che è stata messa in moto.
Noi italiani coi terremoti, purtroppo, qualche esperienza l’abbiamo fatta.

Ad ogni modo sembra che Haiti improvvisamente sia diventato uno stato degli U.S.A., ma le Nazioni Unite almeno quando si tratta di gestire emergenze di questo tipo potrebbero farsi trovare pronte invece di fare riunioni, risoluzioni e aspettare che siano sempre gli Stati Uniti a muoversi.
Detto questo, meno male che si sono mossi loro, gli U.S.A., perchè quando loro stanno fermi non si muove nessuno.