Che la festa cominci – Niccolò Ammaniti

Che la festa cominci, il nuovo romanzo di Niccolò Ammaniti, si snoda attraverso due storie che si congiungono. In una si racconta di Saverio Moneta, detto Mantos, trentenne frustrato a capo di una ridicola banda di satanisti, nell’altra c’è Francesco Ciba, scrittore di successo. I due, seguendo percorsi lontanissimi tra loro si ritrovano, con scopi diversi nello stesso luogo, all’evento mondano dell’anno organizzato da un losco affarista. Da lì l’atmosfera cambia e sembra di entrare dentro ad un film di Robert Rodriguez, come in Dal tramonto all’alba, vengono fuori, letteralmente, figure deformi dal sottosuolo che risucchiano tutti i presenti alla festa, calciatori, politici, giornalisti, veline nell’oscurità.
E nella paura, nella difficoltà il genere umano descritto dal libro si scopre per come è, ognuno con i propri limiti o difetti, non c’è nessuna riabilitazione, non c’è nessuna elevazione.
Chi è meschino lo rimane.
Un libro che scorre abbastanza bene, anche se ad un certo punto perde consistenza e credibilità.