Niente asilo politico – Enrico Calamai

Il libro, ripercorre, attraverso i ricordi dell’autore all’epoca giovane diplomatico Italiano, in servizio sia in Cile che in Argentina, l’epoca dei colpi di stato militari.
E’ la storia di due popoli, di due sofferenze, quella cilena, con le varie ambasciate piene di rifugiati, compresa quella italiana, le opinioni pubbliche occidentali mobilitate nella condanna del golpe Pinochet, con i rapporti formalmente interrotti dal governo italiano con i militari cileni, ma in realtà mantenuti attraverso canali diversi, e di come uomini di buona volontà dedichino tutti loro stessi per cercare di salvare vite umane, “semplicemente vite umane” contro le ragioni di stato.

Il golpe argentino, anche grazie all’esperienza di quello cileno è stato apparentemente indolore, non c’erano i carrarmati in strada, ma la notte c’erano macchine e camion senza targa, e ci sono stati 30.000 desaparecidos, più tutti i vari torturati che sono sopravvissuti.
Se il numero non è stato maggiore si deve anche all’impegno del giovane diplomatico italiano, di come, contro la linea governativa e diplomatica, si sia adoperato con tutti gli strumenti a sua disposizione per cercare di salvare più gente possibile, nel silenzio mediatico, tranne qualche isolata voce, nessuna opinione pubblica che manifestava, nessuna formazione politica che si assume la responsabilità di prendere posizione.

Nessuna ambasciata è stata chiusa, e in nessuna ci sono stati rifugiati.
E’ un libro che denuncia il comportamento degli stati, che quando si tratta di scegliere tra interessi economici e diritti umani, non hanno mai dubbi, sempre e solo il denaro.

“Forse un senso ciascuno di noi se lo può dare tentando di spingere la politica – che potrebbe essere la più alta delle arti di cui l’uomo è capace – verso un’opera di reale promozione e tutela di quelli che si suole chiamare i diritti umani e, più in generale, della pace. Tentando di diffondere la conoscenza delle loro violazioni. Di rendere possibile l’allargamento dei loro contenuti e l’estensione a nuovi soggetti. Il depotenziamento della violenza globale.”
Enrico Calamai