Marco Lucchinelli, Lucky Star

Per chi all’inizio degli anni ’80 era un ragazzino appassionato di moto Marco Lucchinelli era quello che oggi è Valentino Rossi.In quegli anni molte cose si potevano solo immaginare, il motomondiale era relegato alle telecronache, oneste ma scarne, di Federico Urban, non c’erano collegamenti dai box, non c’erano approfondimenti, ne prima ne dopo le gare. Per gli appassionati c’era da aspettare l’uscita di Motosprint, che ci raccontava anche attraverso qualche fotografia l’ultimo gran premio disputato. Erano i tempi delle partenze a spinta, leggendaria una frase di Lucchinelli quando cominciarono a circolare le proposte di cambiamento: Chi non ha il fisico non deve correre in moto. Correva l’anno 1981 e Lucky, soprannominato anche Cavallo Pazzo, con camicia e cravatta sotto la tuta di pelle, si apprestava a diventare Campione del Mondo, indimenticabili e improponibili adesso, i suoi dopo gara, sigaretta in bocca e casco, girato al contrario, appoggiato sopra la testa mentre si recava sul podio. Motociclismo, racconti e immaginazione, come le sue vittorie a Daytona e a Laguna Seca nel 1986 con la Cagiva-Ducati, che in Italia abbiamo solo potuto leggerle e immaginarcele nella nostra mente, niente collegamenti TV, d’altronde ancora non era obbligatorio l’uso del casco, stiamo parlando di un altro mondo.

Ma il carisma, la classe, il suo essere personaggio, fuori dagli schemi, le sue stranezze, è stato ospite come cantante al festival di San Remo hanno contribuito, nonostante le non tantissime vittorie ad entrare nel cuore degli appassionati di moto e non solo. Che bello rivederlo in TV a commentare le vittorie di Valentino Rossi. Guarda foto di Lucchinelli
GO LUCKY, GO…